Brexit: la Gran Bretagna fuori dall’UE

Il 23 giugno i cittadini del Regno Unito hanno votato a favore del leave ossia l’uscita del loro Paese dall’Unione Europea, detta anche brexit. L’affluenza è stata del 72% circa, e il referendum è passato con poco meno del 52% di consensi, elargiti prevalentemente dalla fascia di popolazione meno giovane e da coloro i quali risiedono in periferia. Una sconfitta per il premier Cameron quindi, che ha deciso di dimettersi, e in generale per tutta la Comunità Europea e lo spirito di aggregazione internazionale. Il timore è quello che anche altri Paesi europei, sull’onda della brexit, possano decidere di indire referendum per uscire dall’Unione Europea, con una conseguente riduzione del potere di contrattazione dell’UE nei confronti delle altre potenze internazionali.

I mercati finanziari erano fiduciosi sul fatto che il brexit non avvenisse: una previsione errata che ha portato a crolli diffusi con perdite sostanziali soprattutto per la Borsa di Milano. Anche le sterlina ha subito una forte svalutazione e lo spread tra i Titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi è salito di 50 punti base. Come tutelare quindi i propri risparmi? Una delle possibili scelte è quella di investire in beni rifugio, ad esempio l’oro, il mattone o i Bund tedeschi. Essi sono comunque soggetti a dinamiche di mercato e i profitti risultano molto bassi, a volte addirittura negativi. Una possibile alternativa è costituita dal conto deposito, che non è stato influenzato da questa vicenda.

E’ ancora presto per definire con certezza gli altri impatti della brexit, in particolar modo sul mercato del lavoro, che era ancora aperto nel Regno Unito per gli immigrati (tra i quali molti Italiani). Anche gli effetti sul commercio saranno importanti: la svalutazione della sterlina e la creazione di ipotetiche barriere alle importazioni fungeranno da freno all’economia. Gli esperti sono certi che gli effetti della brexit si faranno sentire non soltanto nel breve periodo ma soprattutto nel medio lungo periodo.